Un’esperienza manageriale

Un ulivo centenario è la pianta più indicata per descrivere Nino :

nato in una terra a lui subito ostile, con irriducibile tenacia è riuscito a vincere le pietre e a calare le proprie radici in profondità. Sempre con estrema fatica ha dovuto rintracciare le sostanze per alimentare la propria linfa vitale e si è sviluppato, sempre nella stessa terra, sempre con grande sforzo. I segni del tempo e le avversità della vita sono ben visibili nelle nodosità del tronco, nelle ferite, ma quella dura corteccia ha resistito e resiste ancora e in ogni stagione i suoi verdi rami non sono avari di frutti, frutti di grande qualità.

A chi legge quelle poche righe del curriculum vitae di Nino Messina , non può sfuggire che si tratta di una vera e propria testimonianza dalla quale emerge chiaramente la volontà di darsi agli altri, di mettere a disposizione di tutti ciò che di buono vive e sopravvive in se stesso.

Nonostante la già lunga carriera risulta inconfutabile la voglia di fare, di continuare a fare, di intraprendere un nuovo cammino verso terre inesplorate e portare alla comunità i semi del nuovo mondo.

L’infanzia violata da un handicap irreversibile gli ha proposto subito la dura prova dell’accettazione dell’esistenza come condizione senza possibilità di compromessi,

la vita famigliare contadina fondata sulla certezza del sacrificio da farsi ha rappresentato il suo secondo non tenero punto di riferimento; ma proprio in virtù della precoce fatica psichica e fisica che la vita gli ha richiesto il suo carattere si è temprato a tal punto da rendere tutto più semplice negli anni successivi.

E’ proprio questo radicamento nella nuda pietra che gli ha permesso di superare gli ostacoli che la vita gli ha messo davanti, sia sul piano professionale che personale.

Col suo cammino indefinibile, il destino, proprio quando la sua vita era nella fase di massimo splendore, proprio quando i successi personali e professionali ti possono far dimenticare il passato e le fatiche precorse, gli ha schierato davanti la prova più difficile, quella della lotta per la vita, per continuare ad esistere, per continuare ad amare.

La forza di Amore gli ha permesso di vincere anche questa guerra!

E alla fine del tunnel ha visto il messaggio nell’uomo che già c’era:

nella sua esperienza si è reso conto che l’attualità aveva impoverito il lavoro dell’umanità che gli era propria e che l’uomo annaspava, soffrendo di mali oscuri, nello svolgimento dell’ attività direttamente derivata dalla sua stessa creatività.

E allora l’imperativo di riportare l’uomo al centro,

e allora l’ascolto, la comprensione, la compassione, la cura.

 

Questa è la buona novella, una new age nel management sta vedendo gli albori, un approccio del tutto inedito nella gestione delle dinamiche industriali, commerciali, economiche e finanziarie si appresta a fare il suo ingresso nel mondo aziendale.

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